Torna in rosso l’industria italiana: il fatturato a luglio è calato del 2,7% rispetto a giugno scorso, segnando la prima riduzione da febbraio 2010. Sotto il profilo tendenziale, l’incremento dell’8,9% rappresenta una frenata se comparato al +16,1% di giugno. Segno meno anche per gli ordini dell’industria, con una flessione congiunturale del 3% a luglio e con un aumento tendenziale dello 0,7%, secondo quanto ha reso noto l’Istat.
Nel confronto degli ultimi tre mesi (maggio-luglio) con i tre mesi immediatamente precedenti (febbraio-aprile) le variazioni congiunturali sono state pari a +3,3% per il fatturato e a +3,7% per gli ordinativi. L’indice del fatturato, prosegue l’Istat, corretto per gli effetti di calendario ha registrato in luglio un incremento tendenziale dell’8,9% (i giorni lavorativi sono stati 22, contro i 23 di luglio 2009). Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-luglio, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato un aumento dell’8,1%. Gli indici grezzi del fatturato e degli ordinativi hanno registrato incrementi tendenziali, rispettivamente, del 5,4% e dello 0,7%.
Sempre a luglio gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie hanno segnato una variazione congiunturale positiva per i beni intermedi (+0,5%) e variazioni negative per i beni strumentali (-9,8%), per l’energia (-2,6%) e per i beni di consumo (-0,2%, con -2,2% per quelli durevoli e +0,2% per quelli non durevoli). L’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in luglio è aumentato in termini tendenziali del 25,7% per l’energia, del 14,7% per i beni intermedi, del 3,4% per i beni strumentali e del 3,2% per i beni di consumo (con -0,3% per quelli durevoli e +3,9% per i non durevoli).





