e Commissione Ue contro i ritardi.
Rivoluzione per il settore pubblico
Accordo fatto tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sulla proposta di direttiva destinata a limitare i ritardi di pagamento delle fatture. Il compromesso raggiunto prevede che le amministrazioni pubbliche debbano pagare fornitori di beni e servizi entro 60 giorni. Scaduto questo termine si applicherà una penale del’8%.
«Una gran buona notizia per le piccole e medie imprese», ha commentato il vicepresidente dell’esecutivo europeo responsabile per la politica industriale Antonio Tajani. Il provvedimento, ha aggiunto «consentirà di rimettere in circolazione una liquidità di circa 180 miliardi di euro e di tenere così in vita tante Pmi che rischiano di soffocare» sotto il peso della crisi e dei ritardi nei pagamenti. L’intesa raggiunta questa sera prevede una deroga al limite dei 60 giorni, nell’ambito della pubblica amministrazione, solo per il settore sanitario.
In questo caso i pagamenti non potranno comunque essere effettuati dopo 120 giorni. Un limite che rappresenterà in ogni caso una rivoluzione per la sanità italiana, ed in particolare per la maggior parte delle regioni del Mezzogiorno dove i ritardi nei pagamenti del settore sanitario arrivano a raggiungere e superare i termini di 400 giorni. Per il resto la regola stabilita dalla proposta di direttiva prevede per la pubblica amministrazione che i pagamenti vengano effettuati entro un massimo di 60 giorni. E chi non rispetterà questo termine dovrà riconoscere al creditore un tasso di interesse legale dell’8%. Per quanto riguarda i pagamenti tra imprese private quello dei 60 giorni resta un termine di riferimento «salvo accordi differenti tra le parti». Sempre a patto che, secondo quanto prevede la direttiva, questi accordi non risultino iniqui per i creditori.
Il provvedimento in un apposito articolo, rivolgendosi ai giudici nazionali, indica i criteri in base ai quali procedere alla valutazione delle eventuale «iniquità» delle clausole contrattuali. «A due anni dall’inizio della crisi – ha commentato l’europarlamentare Raffaele Baldassarre (Pdl-Ppe) co-relatore del provvedimento – il parlamento europeo è a un passo dall’approvazione di una direttiva che tocca al cuore gli interessi dei cittadini e si dispiega in maniera anticiclica sulle pubbliche amministrazioni. I ritardi di pagamento – ha aggiunto – possono essere deleteri per il sistema imprese, specie in un periodo di recessione economica, e la direttiva che ci accingiamo ad approvare regolare questa grave distorsione». Nell’insieme dell’Unione Europea si stima che gli appalti pubblici abbiano un valore complessivo che sfiora i 2000 miliardi di euro. In Italia la valutazione dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei fornitori oscilla tra i 30 e i 60 miliardi di euro. Dopo l’accordo raggiunto stasera la proposta di direttiva sui ritardi di pagamento dovrebbe essere votata dall’aula dell’europarlamento in ottobre e approvata definitivamente entro l’anno. A due anni dalla sua pubblicazione dalla gazzetta ufficiale dell’Ue il provvedimento dovrà essere recepito negli ordinamenti nazionali ed essere pienamente operativo.





