Il «venerdì nero» dei trasporti Fermi per sciopero treni, bus e metro La protesta di 7 sigle sindacali contro i tagli al trasporto pubblico e il mancato rinnovo del contratto della mobilità Sciopero, rischio paralisi nelle grandi città MILANO – «Venerdì nero» per chi si muove con i mezzi pubblici o con il treno. Incrociano le braccia i lavoratori di sette sigle sindacali. Lo sciopero è stato indetto in segno di protesta contro i tagli al trasporto pubblico e il mancato rinnovo del contratto della mobilità. Fermi per 24 ore i mezzi pubblici urbani nelle grandi città e. Giovedì, secondo il sindacato Filt Cgil, è stato uno stop «quasi totale» quello dei bus per i collegamenti extraurbani in tutte le regioni, mentre dalle 21 è partito lo sciopero nelle Ferrovie. DISAGI E FASCE GARANTITE – Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, lo sciopero riguarda in giornata il personale dei servizi urbani di bus, metro e tram, dei trasporti dei laghi e lagunari e delle ferrovie secondarie, dura per l’intera giornata, ma con modalità diverse da città a città (lo sciopero non riguarda Firenze per via di una protesta nei trasporti già proclamata per il 4 aprile). Garantiti comunque i servizi minimi indispensabili per sei ore di servizio completo in due fasce orarie (dalle ore 6 alle 9 e dalle 18 alle 21). Per quanto riguarda i treni, gli addetti al trasporto ferroviario e ai servizi e attività accessorie sono fermi dalle 21 di giovedì fino alle stessa ora di venerdì. Garantiti i treni a lunga percorrenza inseriti nell’orario Trenitalia, nell’arco dell’intera durata dello sciopero. Ferrovie dello Stato ha informato che sono possibili cancellazioni e limitazioni di corse, ma che circolerà comunque il 73% degli oltre 520 treni a lunga percorrenza previsti e tutti i treni regionali nella fascia oraria di garanzia. LE RAGIONI DELLA PROTESTA – Le ragioni della protesta, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Orsa, Faisa-Cisal e Fast sono da una parte il contratto della mobilità (è scaduto a dicembre 2007 e non si è ancora definito il contratto unico della mobilità, che servirebbe a regolamentare il mercato), dall’altro i tagli al settore (823,3 milioni di euro su uno stanziamento pubblico di 7 miliardi, che potrebbe ulteriormente assottigliarsi se le Regioni, dal Lazio in giù in particolare, ne dovessero dirottare parte ad altri settori deficitari, come la sanità). La mobilitazione dei sindacati è considerata «fuori misura» dall’Asstra, l’associazione che rappresenta il 95% del trasporto pubblico locale e il 75% di quello extraurbano e regionale, che accusa i sindacati di «non comprendere la reale situazione del settore». I segretari generali di Fit-Cisl, Filt-Cgil e Uiltrasporti hanno quindi scritto al presidente della Conferenza Stato Regioni Vasco Errani chiedendo un incontro urgente e lamentando che le aziende negano il rinnovo del contratto perché incolpano le Regioni di non aver versato i fondi provenienti dalle accise e costringendo decine di migliaia di lavoratori a scioperare e milioni di italiani a subire disagi. LO STOP CITTÀ PER CITTÀ – Queste le modalità delle principali città: Roma dalle 8,30 alle 17.30 e dalle 20 a fine servizio; Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio; Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Genova dalle 9,30 alle 17 e dalle 21 a termine servizio; Bologna (giovedì 31 marzo) dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Bari 8.30 – 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; Palermo dalle 8,30 alle 17,30; Cagliari dalle 9.30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20 alla fine del servizio. Lo sciopero non riguarda Firenze per via di una protesta nei trasporti già proclamata per il 4 aprile. Gli addetti al trasporto ferroviario e ai servizi e attività accessorie si fermeranno dalle 21 del 31 marzo alla stessa ora del 1 aprile. Durante l’astensione saranno garantiti i servizi minimi indispensabili pari a 6 ore di servizio completo in due fasce (6-9 ; 18-21) oltre ai treni a lunga percorrenza inseriti nell’orario Trenitalia, nell’arco dell’intera durata dello sciopero. Manifestazioni e presidi sono previsti nelle principali città, a Roma si terrà dalle 10, presso il Teatro Italia, di via Bari 18, l’assemblea dei quadri e delegati.] Il «venerdì nero» dei trasporti
Fermi per sciopero treni, bus e metro
La protesta di 7 sigle sindacali contro i tagli al trasporto pubblico e il mancato rinnovo del contratto della mobilità
Sciopero, rischio paralisi nelle grandi città
MILANO – «Venerdì nero» per chi si muove con i mezzi pubblici o con il treno. Incrociano le braccia i lavoratori di sette sigle sindacali. Lo sciopero è stato indetto in segno di protesta contro i tagli al trasporto pubblico e il mancato rinnovo del contratto della mobilità. Fermi per 24 ore i mezzi pubblici urbani nelle grandi città e. Giovedì, secondo il sindacato Filt Cgil, è stato uno stop «quasi totale» quello dei bus per i collegamenti extraurbani in tutte le regioni, mentre dalle 21 è partito lo sciopero nelle Ferrovie.
DISAGI E FASCE GARANTITE – Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, lo sciopero riguarda in giornata il personale dei servizi urbani di bus, metro e tram, dei trasporti dei laghi e lagunari e delle ferrovie secondarie, dura per l’intera giornata, ma con modalità diverse da città a città (lo sciopero non riguarda Firenze per via di una protesta nei trasporti già proclamata per il 4 aprile). Garantiti comunque i servizi minimi indispensabili per sei ore di servizio completo in due fasce orarie (dalle ore 6 alle 9 e dalle 18 alle 21). Per quanto riguarda i treni, gli addetti al trasporto ferroviario e ai servizi e attività accessorie sono fermi dalle 21 di giovedì fino alle stessa ora di venerdì. Garantiti i treni a lunga percorrenza inseriti nell’orario Trenitalia, nell’arco dell’intera durata dello sciopero. Ferrovie dello Stato ha informato che sono possibili cancellazioni e limitazioni di corse, ma che circolerà comunque il 73% degli oltre 520 treni a lunga percorrenza previsti e tutti i treni regionali nella fascia oraria di garanzia.
LE RAGIONI DELLA PROTESTA – Le ragioni della protesta, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Orsa, Faisa-Cisal e Fast sono da una parte il contratto della mobilità (è scaduto a dicembre 2007 e non si è ancora definito il contratto unico della mobilità, che servirebbe a regolamentare il mercato), dall’altro i tagli al settore (823,3 milioni di euro su uno stanziamento pubblico di 7 miliardi, che potrebbe ulteriormente assottigliarsi se le Regioni, dal Lazio in giù in particolare, ne dovessero dirottare parte ad altri settori deficitari, come la sanità). La mobilitazione dei sindacati è considerata «fuori misura» dall’Asstra, l’associazione che rappresenta il 95% del trasporto pubblico locale e il 75% di quello extraurbano e regionale, che accusa i sindacati di «non comprendere la reale situazione del settore». I segretari generali di Fit-Cisl, Filt-Cgil e Uiltrasporti hanno quindi scritto al presidente della Conferenza Stato Regioni Vasco Errani chiedendo un incontro urgente e lamentando che le aziende negano il rinnovo del contratto perché incolpano le Regioni di non aver versato i fondi provenienti dalle accise e costringendo decine di migliaia di lavoratori a scioperare e milioni di italiani a subire disagi.
LO STOP CITTÀ PER CITTÀ – Queste le modalità delle principali città: Roma dalle 8,30 alle 17.30 e dalle 20 a fine servizio; Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio; Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Genova dalle 9,30 alle 17 e dalle 21 a termine servizio; Bologna (giovedì 31 marzo) dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Bari 8.30 – 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; Palermo dalle 8,30 alle 17,30; Cagliari dalle 9.30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20 alla fine del servizio. Lo sciopero non riguarda Firenze per via di una protesta nei trasporti già proclamata per il 4 aprile. Gli addetti al trasporto ferroviario e ai servizi e attività accessorie si fermeranno dalle 21 del 31 marzo alla stessa ora del 1 aprile. Durante l’astensione saranno garantiti i servizi minimi indispensabili pari a 6 ore di servizio completo in due fasce (6-9 ; 18-21) oltre ai treni a lunga percorrenza inseriti nell’orario Trenitalia, nell’arco dell’intera durata dello sciopero. Manifestazioni e presidi sono previsti nelle principali città, a Roma si terrà dalle 10, presso il Teatro Italia, di via Bari 18, l’assemblea dei quadri e delegati.